IUC (Imposta Unica Comunale)

Il decreto Milleproroghe 147/2013 ha istituito una nuova imposta comunale che andrebbe a sostituire le precedenti. In realtà sono rimaste invariate l’IMU e la TARI a cui si è invece aggiunta la TASI, relativa ai servizi indivisibili.

I presupposti dell’imposta sono quindi 2:

1-      Il possesso di immobili, collegato alla loro natura e al loro valore per l’IMU

2-      La fruizione dei servizi comunali, per TARI E TASI.

Ovviamente se per l’IMU il presupposto soggettivo resta quello del possesso (proprietà o diritto reale sull’immobile), per quanto riguarda la TASI si farà riferimento in parte al possesso ed in parte all’utilizzo del bene. Resta invece invariato il presupposto per la TARI, che colpisce ovviamente l’utilizzatore, nella maggior parte dei casi locatario.

IMU

Il Milleproroghe ha di fatto introdotto alcune modifiche anche per l’IMU. La più eclatante e sponsorizzata è l’agognata esenzione per l’abitazione principale, peccato che la stessa sia stata caricata della TASI e quindi in sostanza la tassa ha cambiato solo acronimo. Vediamo le novità:

1-      L’IMU non si applica all’abitazione principale ed alle pertinenze della stessa, ad eccezione di quelle classificate in A/1, A/8, A/9. Giusto per farvi rendere conto dell’idiozia di tale mancata esenzione, vi informo che un attico a Milano da 2 milioni di € può tranquillamente essere accatastato in A2. Vi rammento che l’abitazione principale è dove dimora e risiede il possessore ed il suo nucleo familiare.

2-      Il comune può equiparare all’abitazione principale, a condizione che non risulti locata:

–          L’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà od usufrutto:

o   Da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente

o   Dai cittadini italiani non residenti nel territorio

–          L’unità immobiliare concessa in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che la utilizzano come abitazione principale, prevedendo che l'agevolazione operi o limitatamente alla quota di rendita risultante in catasto non eccedente il valore di euro 500 oppure nel solo caso in cui il comodatario appartenga a un nucleo familiare con ISEE non superiore a 15.000 euro annui. In caso di più unità immobiliari, la predetta agevolazione può essere applicata ad una sola unità immobiliare

Speriamo che il Comune di Vasto accolga questi punti, visto che molto spesso è le seconde case dei genitori sono le residenze effettive dei figli.

Oltre alle case cosiddette “popolari”, l’esenzione IMU si applica anche per la casa coniugale assegnata al coniuge, che risulta essere effettuata a titolo di diritto d’abitazione ai soli fini dell’applicazione dell’IMU.

Per gli altri casi di esenzione vi rimando all’art.13 D.L. 201/2011.

In ultimo vi segnalo solo la completa esenzione degli immobili rurali ad uso strumentale ed una modifica all’art. 9 del D.lgs. 23/2011:

Dal 2014 sulle seconde case ubicate nello stesso Comune dell’abitazione principale, si pagherà l’IRPEF sul 50% del loro valore.

Per farla breve, chi risiede a Vasto ed ha nello stesso Comune seconde case, oltre a pagare su quest’ultime l’IMU, dovrà dichiarare anche il 50% del loro valore catastale rivalutato.

Chi risiede a Vasto ed ha una seconda casa a Capri ed una in Sardegna, pagherà su queste ultime solo l’IMU seconda casa.

TASI

La TASI invece è la tassa sui servizi indivisibili offerti dal Comune quali illuminazione, manutenzione strade, pubblica sicurezza etc.

Il presupposto impositivo è il possesso a qualsiasi titolo di fabbricati, aree edificabili, sono invece esclusi i terreni agricoli.

Il decreto stabilisce solo l’aliquota base, che peraltro può essere azzerata dal Comune, fissandola allo 0,1% (1 per mille). Il tetto massimo invece è fissato per il 2014 al 0,25% (2,5 per mille), fermo restando il vincolo in base al quale la somma delle aliquote IMU+TASI non sia superiore all’aliquota massima consentita dalla legge per l’IMU, ovvero 1,6% (10,6 per mille).

Non ci saranno quindi sostanziali aumenti rispetto allo scorso anno? SBAGLIATO.

Il decreto “Salva Roma” ha dato infatti la possibilità alle amministrazioni comunali di aumentare fino alle 0,08% l’aliquota della TASI, a patto che tale aumento vada a costituire un “tesoretto” da utilizzare per finanziare le detrazioni di tale tasse su abitazioni principali ed equiparate, in linea con quanto disposto per l’IMU.

In caso di locazione del fabbricato, la TASI graverà anche sul locatario, nella misura compresa tra il 10 ed il 30%.

Il Comune può prevedere alcune riduzioni, per rendere questo nuovo balzello quanto più equo nella ripartizione dei costi comunali. Con regolamento infatti possono essere previste riduzioni per:

a) abitazioni con unico occupante;

b) abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo;

c) locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente;

d) abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per più di sei mesi all'anno, all'estero;

e) fabbricati rurali ad uso abitativo.

Per quanto riguarda le modalità di versamento della TARI e TASI è lasciato libero arbitrio al Comune che dovrà prevedere di norma almeno due rate a scadenza semestrale e in modo anche differenziato. Ovviamente è concesso il pagamento in unica soluzione.

Attendiamo quindi il regolamento comunale che disciplinerà:

A) per quanto riguarda la TARI:

1) i criteri di determinazione delle tariffe;

2) la classificazione delle categorie di attività con omogenea potenzialità di produzione di rifiuti;

3) la disciplina delle riduzioni tariffarie;

4) la disciplina delle eventuali riduzioni ed esenzioni, che tengano conto altresì della capacità contributiva della famiglia, anche attraverso l'applicazione dell'ISEE;

5) l'individuazione di categorie di attività produttive di rifiuti speciali alle quali applicare, nell'obiettiva difficoltà di delimitare le superfici ove tali rifiuti si formano, percentuali di riduzione rispetto all'intera superficie su cui l’attività viene svolta;

B) per quanto riguarda la TASI:

1) la disciplina delle riduzioni, che tengano conto altresì della capacità contributiva della famiglia, anche attraverso l'applicazione dell'ISEE;

2) l'individuazione dei servizi indivisibili e l'indicazione analitica, per ciascuno di tali servizi, dei relativi costi alla cui copertura la TASI è diretta.

Anche per la TASI i modelli di pagamento dovrebbero essere distribuiti dal Comune, ma sinceramente manifesto seri dubbi in tal senso, soprattutto nell’augurato caso in cui si determinino riduzioni in base all’ISEE della famiglia.

TARI

Senza soffermarsi troppo sulla TARI, segnalo solo le possibili riduzione che il Comune potrebbe (a mio avviso alcune dovrebbe) applicare. Son le stesse elencate per la TASI. Il comma 659 dispone che:

 

“Il comune con regolamento di cui all'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, può prevedere riduzioni tariffarie ed esenzioni nel caso di:

a) abitazioni con unico occupante;

b) abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo;

c) locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente;

d) abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per più di sei mesi all'anno, all'estero;

e) fabbricati rurali ad uso abitativo.”

 

Ad eccezione dell’ultimo punto, ricordando che spesso molti fabbricati rurali ad uso abitativo si sono trasformate in ville, sarebbe il caso che il Comune si adoperasse per una equa ripartizione della tassa tra i cittadini. È impensabile che un nucleo familiare di 5 persone paghi la stessa TARI di un’abitazione con unico occupante o di una seconda casa al mare chiusa per 9 mesi.

Per la TARI è previsto il pagamento tramite bollettino o modello precompilato dal Comune. Faccio inoltre notare che è previsto un regolamento per il calcolo puntuale delle quantità di rifiuti conferite al servizio pubblico di smaltimento. Adottandolo la TARI si pagherà con una tariffa avente natura “corrispettiva” e non più basata sulla superficie dell’immobile. Ci riusciremo? Ho i mie dubbi.