Regime dei minimi

Piccola analisi dei vantaggi del regime…se hai fretta passa direttamente alla sintesi!

In Italia la tassazione è senza dubbio elevatissima ed in un periodo di crisi come quello attuale, la contrazione dei ricavi rende difficile qualsiasi scelta di tipo imprenditoriale, soprattutto per chi presume che avrà un volume d'affari modesto. La burocrazia non è da meno ed ovviamente tutta la parte di consulenza e elaborazione dei dati ha un costo.

Prima di scoraggiarvi sappiate però che ad alcune tipologie di contribuenti, è data da qualche anno possibilità di usufruire di un regime di vantaggio, il "Regime dei minimi".

Nato con la finanziaria del 2008, è dal 2012 che i minimi applicano sul reddito (ricavi meno costi) un'imposta sostitutiva al 5%. I vantaggi non si fermano qui: si è esclusi dall'obbligo di tenuta scrittura contabili e da numerosi adempimenti dei normali regimi IVA.

Chi può usufruirne e per quanto tempo?

Possono usufruire del regime tutti coloro intendono avviare un'attività d'impresa o professionale, per la quale il volume d'affari stimato sia inferiore ai 30.000 €. Il regime dura 5 anni, ma se si ha un'età inferiore ai 30, il regime durerà fino al periodo d'imposta di compimento del 35esimo anno d'età.

Quali sono le caratteristiche soggettive ed oggettive per accedere al regime?

Il regime è riservato unicamente alle Persone Fisiche residenti che

1- Intraprendono un'attività d'impresa, artistica o professionale;

2- Non hanno esercitato nel triennio precedente alcuna attività artistica, professionale o d'impresa, anche in forma associata o familiare;

3- L'attività da esercitare non costituisce mera prosecuzione del lavoro svolto da dipendente. Nel caso in cui si sia perso il posto di lavoro, anche in questa condizione, è possibile accedere al regime.

4- Non partecipano a società di persone o a SRL in regime di trasparenza fiscale.

Per quanto riguarda i requisiti oggettivi:

1- I ricavi o proventi non possono superare i 30.000€ nell'anno (nel caso di inizio attività in corso danno, il limite diminuisce e va ragguagliato)

2- Gli acquisti di beni strumentali effettuati negli ultimi 3 anni non possono superare il limite di 15.000€, anche mediante contratti di appalto o locazione (attenzione il canone di locazione rientra nel calcolo!!);

3- Non intendono avvalersi di lavoratori dipendenti o assimilati; 

4- Non effettuano cessioni all'esportazione o ad esportatori abituali.

Attenzione, il comma 98 della finanziaria 2008 recita:

"98. Le persone fisiche che intraprendono  l'esercizio  di  imprese, arti o professioni possono  avvalersi  del  regime  dei  contribuenti minimi comunicando, nella dichiarazione di inizio di attivita' di cui all'articolo 35  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  26 ottobre 19 2, n. 633, di presumere la sussistenza  dei  requisiti  di cui ai commi 96 e 99. (50) "

Fate dunque attenzione ai limiti imposti prima di aprire la posizione IVA.

L'IVA ed il contribuente minimo

Oltre alle agevolazioni previste dal regime che tratteremo più avanti, andiamo ora ad analizzare il comportamento del contribuente minimo relativamente all' Imposta su Valore Aggiunto.

Nelle fatture che emetterà non vi sarà alcun addebito dell'imposta (per i documenti di importo superiore ai 77.47€ va applicato il bollo di € 2), mentre l' IVA indicata nei documenti di acquisto non potrà essere detratta ed andrà trattata integralmente come un costo. Qualora vengano importati beni (UE o EXTRAUE) andrà versata la relativa IVA senza poterla portare in detrazione.

Nella fattura va indicato il motivo di non imponibilità. Inoltre non va applicata ritenuta per i professionisti e per chi addebita provvigioni. La dicitura da operare è questa.

La norma inoltre prevede l'esonero per il contribuente minimo da alcuni degli adempimenti previsti dal 633/72 e quindi riassumendone i principali:

1- Registro iva acquisti e vendite (non è obbligatoria la tenuta della contabilità)

2- Comunicazioni (spesometro, comunicazione dati IVA)

Rimane invece l'obbligo della fatturazione e della numerazione progressiva, sia delle fatture emesse che quelle di acquisto

Le imposte sui redditi

La più importante agevolazione sta nella tassazione diretta applicata ai contribuenti minimi. Si paga un'imposta sostitutiva del 5% sul reddito (ricavi meno costi) in luogo dell' Irpef, delle sue addizionali e dell' Irap. Inoltre il reddito è calcolato per cassa, ovvero vanno imputati solo i ricavi/costi per cui vi è stato l'incasso/pagamento. I costi inerenti all'attività sono deducibili interamente, ad eccezione dei costi promiscui che possono essere portati in deduzione al 50%. Questi ultimi sono riconducibili in sostanza alle:

– spese di telefonia

– spese per auto/moto

– spese per affitto/bollette se l'attività è svolta in casa

Quando si fuoriesce dal regime?

Qualora venga meno uno dei presupposti soggettivi ed oggettivi su indicati si fuoriesce automaticamente dal regime e dall'anno d'imposta successivo si applicherà il regime ordinario. Attenzione, nel caso fosse superata la soglia dei ricavi di oltre il 50% (si superino i 45.000€ nell'anno) si fuoriesce dal regime in corso d'anno e quindi si dovranno effettuare le opportune rettifiche al fine di adeguarsi al regime fiscale ordinario. Se presumete che possa esserci un problema di questo tipo è importante avere un inventario di magazzino dettagliato al fine di riapplicare la detrazione e rivalsa dell' IVA nel modo corretto.

Fuoriuscire dal regime significa apportare diverse rettifiche all' IVA non detratta, sia per le giacenze che per i beni strumentali, ecco il motivo per cui, per alcune tipologie di attività è altamente consigliata la tenuta della contabilità.

In sintesi

– Chi può accedere?

Persone fisiche residenti che nei tre anni precedenti non hanno svolta attività d'impresa o professionale, non hanno partecipato a società di persone. L'attività non dovrà essere la mera prosecuzione di quella svolta come dipendente a meno che non si perda il lavoro.

– Quanto dura?

5 anni per chi ha dai 30 anni in su, fino al compimento dei 35 anni per gli altri

– Quali sono i limiti?

30.000€ per i ricavi, 15.000€ per i beni strumentali acquistati nel triennio precedente (vanno considerati anche beni in leasing e locazione).

– Iva e redditi

L'iva non si addebita e non si detrae. Le fatture ricevute sono imputate integralmente a costo. Si paga il 5% di imposte sul reddito, imputando solo i ricavi e costo incassati/pagati. Le spese promiscue vanno considerate al 50%.

– Tenuta contabilità

Non vi è obbligo di tenuta contabilità, le fatture emesse sono numerate progressivamente e sugli acquisti va annotato il numero di protocollo.

– Fatturazione

Le fatture sono senza iva, va indicato il motivo di non imponibilità. Non si applica alcuna ritenuta d'acconto anche per i professionisti. Sulle fatture superiori ad € 77,47 va applicato un bollo da 2€, la data del bollo deve essere uguale o precedente a quella della fattura. 

– Quali sono le diciture da indicare in fattura per l'iva e la ritenuta d'acconto?

Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 27 commi 1 e 2 D.L. 6 luglio 2011 n.98

Prestazione non soggetta a ritenuta d’acconto ai sensi del comma 5.2 del Provvedimento Agenzia delle entrate del 22.12.2011 n. 185820

– Quando si fuoriesce?

Se viene meno uni dei requisiti previsti o se si superano i 30.000€ di ricavi si fuoriesce dall'anno successivo. Se si superano i 45.000€ si fuorisce in corso d'anno e va rielaborata tutta la contabilità.

– Quanto mi costa il commercialista?

Dipende, la mia tariffa la trovi qui.