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Tassazione degli affitti brevi: cedolare secca, aliquote e ritenute

Chi affitta casa per brevi periodi — direttamente o tramite portali come Airbnb e Booking — deve scegliere come tassare i canoni. In questa guida vediamo le aliquote della cedolare secca (21% e 26%), quando conviene rispetto al regime ordinario, come ottimizzare scegliendo il regime per ogni contratto e come funzionano le ritenute operate da property manager e portali. (Per gli adempimenti amministrativi CIR/CIN vedi la nostra guida su CIN e CIR.)

La cedolare secca sugli affitti brevi

Si parla di locazione breve per i contratti di locazione di immobili a uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, stipulati da persone fisiche al di fuori dell'attività d'impresa, anche tramite intermediari o portali telematici (art. 4 del D.L. 50/2017).

Su questi redditi il locatore può optare per la cedolare secca: un'imposta sostitutiva che sostituisce l'IRPEF, le addizionali e le imposte di registro e di bollo sul contratto. È un'alternativa facoltativa al regime ordinario.

Le aliquote: 21% e 26%

Dal 2024 (Legge di Bilancio 2024, L. 213/2023) l'aliquota ordinaria della cedolare secca sugli affitti brevi è del 26%. È però ridotta al 21% per i redditi derivanti dai contratti relativi a una sola unità immobiliare per ciascun anno, individuata dal contribuente in sede di dichiarazione dei redditi.

SituazioneAliquota cedolare
Un solo immobile affittato in breve21%
Più immobili: il primo (a scelta del contribuente)21%
Più immobili: dal secondo al quarto26%
Consiglio pratico: se affitti più immobili, conviene assegnare l'aliquota ridotta del 21% a quello che produce il reddito più alto, così il risparmio è massimo.

Il limite dei 4 appartamenti

Il regime delle locazioni brevi (e quindi la cedolare) è ammesso solo se si destinano alla locazione breve non più di 4 appartamenti per periodo d'imposta. Dal quinto immobile in su, l'attività si presume imprenditoriale (art. 1, c. 595, L. 178/2020): scatta l'obbligo di partita IVA e non è più applicabile la cedolare.

Cedolare o regime ordinario: quale conviene

Non esiste una risposta valida per tutti: dipende dalla tua aliquota marginale IRPEF e dalle detrazioni di cui disponi.

Cedolare seccaRegime ordinario (IRPEF)
Aliquota fissa 21% o 26%, a prescindere dal reddito complessivoIl canone concorre al reddito complessivo, tassato a scaglioni IRPEF + addizionali
Esente da imposta di registro e di bolloImposta di registro e di bollo dovute (se il contratto va registrato)
Sospende l'aggiornamento ISTAT del canoneConsente di sfruttare detrazioni e oneri che altrimenti andrebbero persi

In linea di massima: se la tua aliquota marginale IRPEF supera il 21-26%, la cedolare conviene (ed elimina registro e bollo). Se invece hai redditi bassi e molte detrazioni/oneri da recuperare, il regime ordinario può risultare più vantaggioso. Attenzione: il reddito assoggettato a cedolare rileva comunque ai fini dell'ISEE e dei requisiti reddituali per bonus e detrazioni.

Scegliere il regime per ogni contratto

Qui sta la leva di efficienza fiscale: l'opzione per la cedolare è facoltativa e si esercita in dichiarazione dei redditi, e può essere diversa per ciascun contratto/immobile. In pratica puoi:

  • mettere alcuni immobili in cedolare e altri in regime ordinario, a seconda di ciò che ti conviene;
  • assegnare l'aliquota ridotta del 21% all'immobile con il reddito da locazione breve più elevato;
  • rivalutare la scelta ogni anno, perché l'individuazione dell'immobile al 21% avviene di anno in anno in dichiarazione.

Una pianificazione attenta, contratto per contratto, permette di minimizzare l'imposta complessiva.

La ritenuta di property manager e portali

Se un intermediario immobiliare (ad esempio un property manager) o un portale telematico (Airbnb, Booking...) incassa o interviene nel pagamento del canone, agisce come sostituto d'imposta e opera una ritenuta del 21% sui canoni e corrispettivi lordi, all'atto del pagamento al beneficiario.

Punto importante, in vigore dal 2024: questa ritenuta è sempre a titolo d'acconto (in precedenza, con opzione per la cedolare, era a titolo d'imposta). Ne consegue che:

  • la ritenuta resta al 21% anche se l'immobile è tassato al 26%;
  • in dichiarazione il contribuente determina l'imposta effettiva (cedolare 21%/26% oppure IRPEF ordinaria), scomputa le ritenute già subite e versa l'eventuale saldo (o recupera l'eccedenza);
  • sull'immobile tassato al 26% occorrerà quindi versare a saldo il 5% di differenza rispetto alla ritenuta del 21%.

Dichiarazione e versamento

  • L'opzione per la cedolare e l'individuazione dell'immobile al 21% si effettuano nella dichiarazione dei redditi (quadro dei redditi da locazione), dove si indicano imposta dovuta, ritenute subite e saldo;
  • il versamento della cedolare (acconto e saldo) segue le scadenze dell'IRPEF;
  • gli intermediari e i portali rilasciano la Certificazione Unica – Locazioni brevi con i corrispettivi e le ritenute operate.

Gestisci affitti brevi e vuoi pagare il giusto scegliendo il regime più efficiente per ogni immobile? Contatta lo studio: analizziamo insieme la tua situazione. Vedi anche la nostra guida sul mandato al property manager.

Guida aggiornata ad agosto 2026 e verificata sulla Circolare AdE n. 10/2024. Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono una consulenza personalizzata.

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Domande frequenti

Quando si applica il 21% e quando il 26% sugli affitti brevi?

Dal 2024 l'aliquota ordinaria della cedolare secca sugli affitti brevi è il 26%, ridotta al 21% per i redditi di una sola unità immobiliare per ciascun anno, scelta dal contribuente in dichiarazione. Gli eventuali altri immobili affittati in breve sono tassati al 26%.

Conviene di più la cedolare secca o il regime ordinario?

Dipende dall'aliquota marginale IRPEF e dalle detrazioni disponibili. Se l'aliquota marginale supera il 21-26% la cedolare di solito conviene, ed elimina imposta di registro e bollo. Con redditi bassi e molte detrazioni o oneri da recuperare può convenire il regime ordinario. La scelta va valutata caso per caso.

Posso scegliere regimi diversi per immobili diversi?

Sì. L'opzione per la cedolare secca è facoltativa e si esercita in dichiarazione, e può essere diversa per ciascun contratto o immobile: puoi mettere alcuni immobili in cedolare e altri in ordinario. Conviene assegnare l'aliquota ridotta del 21% all'immobile con il reddito da locazione breve più alto.

Quanto trattengono Airbnb, Booking o il property manager?

Se incassano o intervengono nel pagamento, operano come sostituti d'imposta una ritenuta del 21% a titolo d'acconto sui canoni lordi. Dal 2024 la ritenuta è sempre a titolo d'acconto: in dichiarazione si calcola l'imposta effettiva, si scomputano le ritenute subite e si versa l'eventuale saldo (ad esempio il 5% di differenza sull'immobile tassato al 26%).

Quanti immobili posso affittare in breve con la cedolare?

Fino a 4 appartamenti per periodo d'imposta. Dal quinto immobile in su l'attività si presume svolta in forma imprenditoriale, con obbligo di partita IVA ed esclusione della cedolare secca.

La ritenuta del 21% è definitiva?

No. Dal 2024 è sempre operata a titolo d'acconto. In dichiarazione si determina l'imposta effettivamente dovuta (cedolare 21%/26% oppure IRPEF ordinaria) e si scomputano le ritenute subite, versando l'eventuale saldo o recuperando l'eccedenza.