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Regime forfettario 2026: la guida completa

Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato più diffuso in Italia per chi apre la partita IVA. In questa guida aggiornata al 2026 vediamo chi può accedervi, la soglia degli 85.000 euro, come si calcolano reddito e imposta, le cause di esclusione, i vantaggi e gli adempimenti.

Cos'è il regime forfettario

Il regime forfettario (introdotto dalla Legge n. 190/2014, art. 1, commi 54-89) è un regime fiscale di vantaggio riservato alle persone fisiche che esercitano attività d'impresa, arti o professioni: ditte individuali, professionisti e lavoratori autonomi.

Le sue caratteristiche principali sono tre: una imposta sostitutiva unica al posto di IRPEF, addizionali e IRAP; la determinazione forfettaria del reddito tramite coefficienti; e la semplificazione degli adempimenti (niente IVA, niente ritenute, contabilità ridotta).

Requisiti di accesso e soglia di 85.000 €

Per accedere e restare nel regime, nell'anno precedente occorre aver conseguito ricavi o compensi non superiori a 85.000 euro (soglia elevata dalla Legge di Bilancio 2023 - L. 197/2022; in precedenza era 65.000 euro).

Attenzione a una regola specifica: se in corso d'anno gli incassi superano i 100.000 euro, si esce immediatamente dal regime già nell'anno stesso, con applicazione dell'IVA a partire dall'operazione che ha determinato lo sforamento. Se invece si superano gli 85.000 ma non i 100.000, l'uscita decorre dall'anno successivo.

Le cause di esclusione

Oltre al limite di ricavi, la legge (art. 1, comma 57, L. 190/2014) prevede alcune cause di esclusione: anche una sola impedisce l'accesso o comporta l'uscita.

Causa di esclusioneIn sintesi
Redditi di lavoro dipendente o pensione elevatiAver percepito nell'anno precedente più di 35.000 euro di redditi da lavoro dipendente o assimilati (soglia elevata dai precedenti 30.000 euro; limite irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato)
Partecipazioni societariePartecipare contemporaneamente a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari; oppure controllare una S.r.l. che svolge attività riconducibile a quella del forfettario
Fatturazione verso il datore di lavoroAttività esercitata prevalentemente verso l'attuale datore di lavoro o verso quello dei due anni precedenti (o soggetti a essi riconducibili)
Regimi IVA specialiApplicazione di regimi speciali IVA o di regimi forfettari di determinazione del reddito
Non residentiSoggetti non residenti, salvo i residenti in UE/SEE che producono in Italia almeno il 75% del reddito complessivo

Come si calcola reddito e imposta

Nel forfettario i costi non si deducono analiticamente: il reddito imponibile si ottiene applicando ai ricavi/compensi incassati un coefficiente di redditività stabilito per il codice ATECO dell'attività. Dal risultato si deducono poi i contributi previdenziali effettivamente versati.

Gruppo di attività (ATECO)Coefficiente
Professionisti e attività scientifiche, tecniche, sanitarie, istruzione78%
Costruzioni e attività immobiliari86%
Intermediari del commercio62%
Commercio ambulante di altri prodotti54%
Commercio all'ingrosso e al dettaglio40%
Alloggio e ristorazione40%
Altre attività economiche67%
Esempio pratico: un professionista (coefficiente 78%) con 50.000 € di compensi incassati e 6.000 € di contributi versati avrà: reddito lordo 50.000 × 78% = 39.000 €; imponibile 39.000 − 6.000 = 33.000 €. L'imposta sostitutiva al 15% è pari a 4.950 € (o 1.650 € se si applica l'aliquota agevolata del 5%).

Imposta sostitutiva: 15% e 5%

Sul reddito imponibile si applica un'unica imposta sostitutiva del 15%, che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali e IRAP.

Per le nuove attività l'aliquota scende al 5% per i primi cinque anni, a condizione che: non si sia esercitata attività d'impresa o di lavoro autonomo nei tre anni precedenti; la nuova attività non sia mera prosecuzione di altra già svolta come dipendente o autonomo (salvo il periodo di pratica obbligatoria); e, in caso di prosecuzione di attività altrui, i relativi ricavi dell'anno precedente non superino la soglia.

I vantaggi del regime

  • Niente IVA: le fatture si emettono senza IVA e non si versa l'imposta (ma non la si detrae sugli acquisti)
  • Niente ritenuta d'acconto: né subita né operata (il forfettario non è sostituto d'imposta)
  • Niente IRAP e niente ISA (indici di affidabilità fiscale)
  • Contabilità semplificata: obbligo di sola numerazione e conservazione delle fatture
  • Tassazione ridotta: imposta sostitutiva al 15% o al 5% al posto degli scaglioni IRPEF

Fattura elettronica e IVA

Dal 1° gennaio 2024 l'obbligo di fattura elettronica riguarda tutti i forfettari, senza più soglie. In fattura si indica il regime fiscale RF19 e, di norma, il codice natura N2.2 (operazione non soggetta a IVA). Sulle fatture di importo superiore a 77,47 euro è dovuta l'imposta di bollo di 2 euro. Per approfondire la compilazione, vedi la nostra guida alla fattura elettronica per i forfettari.

I contributi previdenziali

Il regime forfettario è un regime fiscale: i contributi previdenziali restano dovuti secondo la gestione di appartenenza. A seconda dell'attività si versa alla Gestione Separata INPS (professionisti senza cassa), alla Gestione Artigiani e Commercianti (con possibilità di richiedere la riduzione del 35%) oppure alla cassa professionale di riferimento. I contributi versati sono interamente deducibili dal reddito.

Adempimenti e scadenze

  • Dichiarazione dei redditi: quadro LM del modello Redditi Persone Fisiche
  • Versamento dell'imposta sostitutiva: saldo e acconti con le stesse scadenze dell'IRPEF (30 giugno e 30 novembre)
  • Fattura elettronica con bollo di 2 € oltre 77,47 €
  • Nessuna liquidazione IVA, nessun modello IVA, nessuna certificazione unica da rilasciare come sostituto

Quando conviene (e quando no)

Il forfettario è quasi sempre conveniente per chi ha pochi costi e ricavi contenuti, grazie all'aliquota ridotta e alle semplificazioni. Può invece risultare meno vantaggioso per chi sostiene costi elevati (che nel forfettario non si deducono) o ha molte detrazioni da far valere (spese mediche, ristrutturazioni, familiari a carico), perché l'imposta sostitutiva non consente di sfruttarle. La valutazione va fatta caso per caso.

Vuoi capire se il regime forfettario è la scelta giusta per te? Contatta lo studio per una valutazione personalizzata.

Articolo aggiornato ad agosto 2026. Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono una consulenza personalizzata.

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Domande frequenti

Qual è la soglia di ricavi per il regime forfettario nel 2026?

Il limite è di 85.000 euro di ricavi o compensi nell'anno precedente. Se in corso d'anno si superano i 100.000 euro, si esce immediatamente dal regime con applicazione dell'IVA; se si superano gli 85.000 ma non i 100.000, l'uscita decorre dall'anno successivo.

Quante tasse si pagano con il regime forfettario?

Si applica un'imposta sostitutiva del 15% sul reddito imponibile, ridotta al 5% per i primi cinque anni nel caso di nuove attività che rispettano i requisiti. Sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP.

Come si calcola il reddito nel forfettario?

Ai ricavi o compensi incassati si applica un coefficiente di redditività stabilito per il codice ATECO dell'attività; dal risultato si deducono i contributi previdenziali versati. I costi non si deducono analiticamente.

Chi non può accedere al regime forfettario?

Chi ha percepito oltre 35.000 euro di redditi da lavoro dipendente o pensione nell'anno precedente, chi partecipa a società di persone o controlla una S.r.l. con attività riconducibile, chi fattura prevalentemente all'attuale o al precedente datore di lavoro (biennio), i non residenti (salvo residenti UE con almeno il 75% del reddito prodotto in Italia) e chi applica regimi IVA speciali.

Il forfettario deve emettere fattura elettronica?

Sì: dal 1° gennaio 2024 l'obbligo riguarda tutti i forfettari. Le fatture si emettono senza IVA (codice natura N2.2, regime RF19) e senza ritenuta d'acconto, con bollo di 2 euro sopra 77,47 euro.

Quali contributi previdenziali paga un forfettario?

Dipende dall'attività: Gestione Separata INPS per i professionisti senza cassa, Gestione Artigiani e Commercianti (con possibile riduzione del 35%) oppure la cassa professionale di riferimento. I contributi versati sono deducibili dal reddito.